Fourth Wing e il rinnovo del fantasy
Femminista, pornografico, ma ha anche dei difetti
Settembre 2026
Il fantasy non è uno dei miei generi preferiti, nemmeno il romantico, quindi perché sono finita a leggere la serie The Empyrean di Rebecca Yarros? La risposta è banale: è capitato a Casa Donatalina il primo libro della serie, «Fourth Wing», perché ha incuriosito il mio compagno, che lo ha letto e poi ha comprato i due successivi («Iron Flame» e «Onyx Storm»). E mi ha detto «Leggilo, questi draghi ti piaceranno». E aveva ragione. I draghi mi sono piaciuti molto, anzi sarebbe stato interessante (e molto meno «classico») se il libro fosse stato scritto dal loro punto di vista. Andarna, soprattutto: Andarna è un drago e meriterebbe un libro tutto suo.
Invece lo sguardo è quello di Violet detta Violence, una ragazza umana che pensava di passare la vita tra i libri e finisce a dover combattere una guerra e a cavalcare un drago. Avercene, di ragazze così: certo, poi si innamora del bello e dannato di turno, ma rimane una ragazza in gamba, ed è un personaggio in cui ci si immedesima facilmente: è una giovane donna credibile, con uno spessore e una volontà, a differenza di quanto si possa dire di molti personaggi femminili del fantasy «classico». In questo senso, ode al romantasy!!!, che ci ha finalmente liberate da tutto un mondo di personaggi femminili che avevano lo spessore di una sagoma di cartone e che se avevano una caratteristica principale era quella di essere cretine.
D'accordo, questo potrebbe essere un giudizio abbastanza duro nei confronti del fantasy classico. Ma il fantasy con cui sono cresciuta io era scritto da uomini (ovviamente Tolkien e «Il Signore degli Anelli», ma anche David Eddings con il ciclo di «Belgarian» e la saga dei «Mallorean», Terry Brooks con il ciclo di «Shannara», per citarne solo alcuni dei più noti), e si notava. Le donne erano quasi sempre accessori carini, spesso imbecilli, o semplicemente bidimensionali. Come se chi scriveva non avesse mai incontrato una donna reale, che avesse delle idee, una volontà, delle preferenze, a parte innamorarsi del bello di turno e volere da lui dei figli.
Ora, non è per fare la difficile, capisco che ognuno è figlio della sua epoca e magari ai tempi di Tolkien bla bla bla, ma comunque è bello vedere che i tempi sono cambiati e che oggi le donne (anche se vivono in un romanzo fantasy) hanno delle idee, degli interessi, si considerano esseri indipendenti che non devono per forza realizzarsi nella maternità, e fanno qualcosa, oltre a decorare l'ambiente. È bello vedere che le lotte femministe di cinquant'anni fa non sono passate invano, e che finalmente abbiamo scrittrici che dicono «ehi, sai che c'è? la mia protagonista cavalca draghi, combatte, e sceglie chi deve armeggiare col suo clitoride».
Alleluja.
Poi, certo, è una nicchia molto commerciale: qualche pagina hot, qualche combattimento, et voilà il best seller. Ma è una lettura godibile, avvincente: la Yarros costruisce un mondo fittizio che funziona, personaggi che hanno uno spessore, e la storia si legge volentieri. Almeno per il primo libro. Poi inizia a trascinarsi, e il terzo è abbastanza penoso, se non siete proprio dei fan sfegatati di questo genere.
Inoltre, il cliffhanger: io personalmente sono stufa marcia di storie che non finiscono mai. Un libro di 800 pagine non bastava? Va bene, quando mi avvicino a un fantasy so già che per contratto mi tocca leggerne almeno tre. Ma tre è il mio massimo: poi la storia diventa ripetitiva, non si risolve mai, i personaggi iniziano a sfilacciarsi e ad essere fatti morire perché non si sa più che farsene.
Io vorrei delle storie che finiscono, che si possano leggere come storie autonome. Poi il secondo e il terzo libro te li compro, non preoccuparti, voglio sapere che altro farà Violet e cosa succederà a Xaden. Ma non costringermi con questi cliffhanger, condanna ormai obbligatoria di ogni serie TV e di ogni saga.
A me piacciono le storie che hanno un capo e una coda: il nemico viene sconfitto e i protagonisti sono contenti; poi certo, possono nascere nuovi problemi per il prossimo libro, ma fai uno sforzo, scrittore, non rimpastare continuamente la stessa manfrina per 800 pagine!
Quindi The Empyrean nel complesso è un ciclo che si legge volentieri: godibilissimi i primi due volumi, ben costruito il mondo fantastico, ottimi i draghi (il loro ruolo potrebbe essere ampliato), credibili e simpatici i personaggi umani, avvincente la trama; ma sfrontato e antipatico il cliffhanger, terzo libro noioso e inconcludente, sembra rimestare la stessa minestra senza più idee. Personalmente non credo che comprerò i seguenti volumi, ma i primi due li consiglio, soprattutto se vi piace la letteratura d'evasione e non vi dà fastidio che ci siano anche delle scene di sesso. Poi, certo, se Andarna diventa la protagonista… allora potrei comprare anche i prossimi volumi!
E voi che ne pensate della moda del cliffhanger? E di questa ibridazione che ha rinnovato il vecchio e polveroso fantasy in chiave femminile se non femminista? Mi piacerebbe sentire il vostro parere, scrivetemi!